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SCUOLA MATERNA MONTESSORI – Modena

La settimana scorsa ho dedicato il post ad una bellissima e colorata scuola austriaca, che trovate qui.

Una lettrice mi ha spiazzato con il suo commento, non avrebbe più seguito la rubrica perchè le viene, giustamente, il nervoso vedendo splendide strutture straniere che non trovano paragone con quelle italiane. Non posso darle torto, viviamo in un paese in cui l’istruzione ha poco valore, in cui la cultura è bistrattata e i finanziamenti quasi nulli. Un intero settore, che a differenza di quello che pensano molti, creerebbe lavoro, conoscenza e sviluppo viene lentamente mandato in agonia insieme alle arti e al teatro e tante aree che bisognerebbe considerare cruciali. Viene solo voglia di scappare, ma la cosa migliore è resistere, lottare e continuare ad arrabbiarsi come fa la lettrice. Per dimostrare che a volte, anche da noi  si realizzano edifici come quelli, oggi dedico il post ad una scuola italiana. Doppiamente speciale perchè nata da un emergenza: il terremoto dell’emilia ed è stata costruita in soli 50 giorni.

Progettata a Modena dagli architetti Paolo Didonè, Sergio de Gioia e Fabrizio Michielon, è una scuola materna dedicata a Maria Montessori. Pencil box è  un bellissimo esempio di struttura semplice, funzionale e colorata. La facciata è composta da una partitura di pilastri dipinti in colori accesi che danno immediato carattere all’edificio.

 

 

 

 

 

 

Ecco, possiamo ulteriormente arrabbiarci dopo questo post, perchè anche qui si può basta volerlo. Spero che dopo aver toccato il fondo non si cerchi di raschiarlo per andare ancora più giù, e nella risalita si pensi finalmente al futuro del paese che passa proprio di qui.  Un ultimo pensiero, ha ragione la lettrice che la maggior parte delle strutture cade a pezzi ma questo ci obbligherà a fare qualcosa per evitare che i nostri figli debbano studiare da casa. Quel giorno spero che si prenda la decisione di guardare al futuro e, al posto di imbarcarsi i costosi restauri di edifici già fatiscenti, si scelga la strada del nuovo di qualità. Con un piccolo appunto, anche l’utente fa la sua parte per mantenere al meglio gli edifici pubblici, spesso in Italia ci dimentichiamo che pubblico non significa “di nessuno” ma “di tutti”.

Photo: Claudia Nalesso

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6 Comments

  • Reply Lallabel

    Guarda, mi è venuta un po' la pelle d'oca… . Capisco la lettrice che ha lasciato quel commento ma hai ragione anche tu, pubblico vuol dire di tutti e non di nessuno.
    Poi che si riesca a costruire un edificio bello, sicuro e funzionale in 50 giorni speriamo faccia da esempio e scudo contro chi metterà i bastoni tra le ruote in futuro. La strada rimane lunga e complicata nel nostro paese.

    18 marzo 2013 at
    • Reply Simona

      Lo so la strada rimane lunga e complessa. Colpa dei finanziamenti che non ci sono ed anche della burocrazia sulle costruzioni che è qualcosa di incredibile, le idee nuove e innovative spesso non riescono a sfondare a causa di leggi ormai datate, poco spazio ai giovani progettisti e poteri forti che condizionano…. speriamo si cambi!!

      19 marzo 2013 at
  • Reply Anonimo

    a costo di ripetere quanto già detto ho la pelle d'oca … e non solo anche gli occhi lucidi…perchè che tu abbia pensato a un pò a me per scrivere questo post mi emoziona. grazie. sono daccordo con tutto ciò che scrivi e chissà che con i tuoi post si possa sensibilizzare chi come me è "utente", ma anche chi "fa le leggi", "chi fa le scuole", "chi ci mette i materiali", ecc. ecc., vuoi mai che passino di qua? e per finire bellissimo esempio grazie, grazie infinite. Elisabetta

    19 marzo 2013 at
    • Reply Simona

      Sono contenta che tu sia passata di qui, apprezzo i vostri commenti soprattutto quando mi scuotono e mi obbligano a riflettere. Grazie Elisabetta!
      p.s. speriamo davvero che passino di qui!!!

      19 marzo 2013 at
  • Reply Itzel Chavarria

    Hola Que tal, soy de México, y hago una investigación de Escuelas Montessori, quisiera saber si tienes la dirección física del inmueble, es que ya lo busque y no lo encuentro y me gustaría poder hacer una investigación mas amplia, solo tengo lo que sale en Archdaily… Por favor!…

    Muchas Gracias y un fuerte abrazo

    8 maggio 2013 at
    • Reply Simona

      Hola Itzel, por desgracia no sé la dirección de la escuela de Módena.
      Lo mejor es ponerse en contacto con el arquitecto que diseñó la escuela: info@paolodidone.it.

      Mucha suerte!
      Simona

      8 maggio 2013 at

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